Deux Alpes services - Benvenuto alla pagina dei Visitatori, qui puoi leggere le domande più frequenti degli sciatori e le risposte del maestro di sci, inoltre se vuoi puoi entrare nel Forum 2Alpes di discussioni libere dove puoi lasciare dei messaggi, commenti, consigli sia su questo sito che sulle vacanze alle 2Alpes, li puoi anche trovare informazioni utili da altri che già sono stati laggiù. Buona navigazione !


Qui di seguito invece le risposte alle vostre domande:

  • Enzo (Genova):Livello sci Paralleli, Ho problemi sul ghiaccio, anche se scio da molti anni:
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Antonella (Torino): Principiante, Il mio spazzaneve è faticosissimo e non frena molto, neanche su pendii poco ripidi, che cosa sbaglio ?
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Luca (Albairate MI): Livello agonistica, Ho difficolta in neve fresca.
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Italo (Siena): Livello agonistica, Partecipo a qualche gara amatoriale e vorrei migliorare il mio stile fra i pali del gigante
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Emanuele (Sanremo): Livello agonistica, scrivo per mio figlio di 8 anni (1990)- attivita' agonistica lo scorso anno nella categoria baby regione liguria - buona conduzione dello sci con necessita' di miglioramento nel piegamento, posizione gambe e sci. (1 stella oro)
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Nicola (Campegine RE): Livello sci Paralleli, Il mio problema e che prendo sempre troppa velocita', e se cerco di fare le cose molto lentamente non ci riesco .... ! Come posso fare ????
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Italina (Montecchio Emil ):Livello sci uniti. Ho una certa difficoltà nella curva a sinistra e spesso mi trovo a non arrotondare bene le curve e scio meglio in velocità che quando cerco di impostarle bene e con cura. Solitamente faccio una a due curve bene poi comincio a disunirmi. Grazie
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Fabio (Napoli ): IN UN PERCORSO DI GIGANTE RISCHIO DI PERDERE IL RITMO AD ALTA VELOCITà E PERTANTO mi capita di non riuscire a passare la porta nel momento di massimo piegamento pronto ad effettuare l'impostazione della nuova curva con la distensione. Come cercare di migliorare questa difficoltà?
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Valeria (Napoli ): 2 domande per me: 1)è vero che la sciata a sci uniti è stata sostituita da una sciata a sci un po' più larghi, perpendicolari alle ginocchia? >2)Non so perché, ma da quando uso i miei nuovi Kastle c03 speedmachine mi preoccupo di poter prendere troppa velocità e così dopo alcune curve tendo a frenarmi per paura di correre troppo. Meglio migliorarsi su questi sci o riprendere un paio di sci più carvati che danno una maggior sensazione di stabilità? Grazie. Vale!
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Paul (Svizzera ):Vorrei occuparmi da me per quello che riguarda la manutenzione dei miei sci; quindi sciolinare, affilare le lamine ecc......... Ti chiedo quindi se tu fossi così gentile di indicarmi qualche libro o manuale che insegni a fare queste cose.
    Il Maestro di SCI risponde:
  • Laura (Borgomanero): Nelle discese difficili non ho un minimo di stile e scendo facendo molta fatica,vorrei un consiglio su quale corso di sci scegliere nella mia prossima vacanza a 2alpes;inoltre vorrei un suo parere sui miei sci ,che ormai hanno molti anni,sono i rossignol sport 270
    Il Maestro di SCI risponde:

RISPOSTE DEL MAESTRO DI SCI

Risposta a Enzo (Genova)
La mancanza di tenuta sul ghiaccio deriva in primo luogo da una sbagliata interpretazione dello strumento sci, in quanto circa
il 99 % degli sciatori non professinisti crede che gli sci si debbano fare girare con una forza rotante dei piedi( azione sterzante). Ciò è estremamente controproducente perchè oltre ad essere molto più faticoso ed innaturale, mantiene gli sci troppo piatti rispetto alla superficie e quindi le lamine degli spigoli , anche se affilate, non possono fare presa sul terreno ghiacciato. Avete mai provato a tagliare un salame con il coltello messo di piatto ????Quando si fanno curve con questa azione ruotante,si causa un effetto biomeccanico della caviglia la quale spingendo in fuori le code degli sci tende allo stesso tempo a deformarsi appiattendo il piede. Fate, seduti i poltrona, questo interessante esperimento: toglietevi le scarpe ed immaginando di fare una curva con l'azione ruotante del piede osservate la deformazione della caviglia, capirete perche in questo modo gli sci si appiattiscono durante la fase di curva cosi impostata.Gli sci sono invece stati disegnati per fare le curve da soli, è sufficente inclinare gli sci e con il peso del corpo in pressione sul centro longitudinale dello sci stesso provocheremo l'inarcarsi dello sci (proprio come tirando la cordicella si deforma l'arco per scagliare una freccia), così deformato lo sci tende ad incidere nel ghiaccio-neve una traiettoria curvilinea e tanto più si inclina lo sci, quanto più si inarca e quindi la curva diventa più stretta. Studiate attentamente il profilo incurvato della lamina e capirete che il segreto è proprio in quel profilo incurvato.

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Risposta ad Antonella (Torino):
Come puoi capire la catena degli errori comincia proprio dal primo impatto, ecco perchè io consiglio sempre di iniziare con un maestro, purtoppo anche qui ci sarebbe da discutere. Comunque parliamo di spazzaneve: la prima impressione che un principiante ha vedendo gli altri è quella di usare l' azione ruotante dei piedi per spingere verso fuori le code e tirare verso dentro le punte degli sci e questo tragico errore segna la vita dello sciatore che se lo trascinerà fino ai livelli più alti, ecco perchè uno come Enzo ( vedi sopra) anche se scia da molti anni ha sempre dei problemi sul ghiaccio, neve fresca e paura delle pendenze ripide.
Proprio così, la catena degli errori comincia dalla sbagliata interpretazione dello spazzaneve, ecco perchè chi parte con uno spazzaneve sbagliato avrà sempre paura della pendenza perche sa che non ha alcun mezzo per frenare efficacemente, e tutta la sua evoluzione dell'apprendimento sarà basata su questo errore che genera poca confidenza e la poca sicurezza a sua volta genererà altri errori.E' come insegnare scuola guida su una FIAT 500 con le gomme lisce su terreno bagnato.
Lo spazzaneve corretto invece si esegue con una spinta di punte e code verso l'esterno o meglio verso la pendenza, cercando di fare una buona frizione con le lamine grattando contro la neve, cercando di mantenere un poco più di pressione sulla parte anteriore dello sci, che essendo la parte più lunga deve grattare di più. Non dovete preoccuparvi per la larghezza delle punte, poichè la neve per reazione alla vostra resistenza penserà a tenervele vicine.

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Risposta a Luca (Albairate MI): Caro Luca, ti ringrazio per avermi scritto, Per quanto riguarda sciare in neve fresca ; é abbastanza naturale che sciare in neve fresca sia più difficile che sulla neve battuta, poichè ciò richiede una sensibilità e leggerezza di galleggiamento che è tipica di chi scia 4 mesi all'anno come i maestri di sci o gli atleti, tecnicamente parlando, viene proprio qui alla luce la conoscenza o meno del funzionamento degli sci. Solo chi sfrutta la sciancratura laterale degli sci, (la proprietà di curvare da soli) potrà godersi le bellissime evoluzioni in neve fresca e senza troppo sforzo. Chi invece cerca di far girare gli sci con la forza rotatoria dei piedi, trova un insormontabile ostacolo nel fatto che nella neve profonda le code degli sci non possono derapare lateralmente, e quindi la curva non può avvenire.

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Risposta a Italo (Siena)
Caro Italo Ho ricevuto con piacere la tua email, spero che il servizio di consigli on_line sia utile ed interessante. Lo slalom gigante (la disciplina sicuramente più tecnica e più precisa fra tutte) ha come scopo principale quello di arrivare il più veloce possibile al traguardo, come del resto lo slalom e la discesa libera.Si differenzia però dalle altre poichè in Gigante è molto più importante la tecnica che non l'agilità (Slalom Speciale) o la potenza(Discesa). Ciò vuol dire che gli sci devono eseguire la traiettoria più breve possibile intorno ai pali senza però perdere velocità. Mi spiego meglio: se tra una porta di gigante e l'altra i miei sci perdono la dovuta aderenza sul terreno (spesso duro e ghiacciato) capisci bene che gli sci insieme al mio corpo (a causa della forza centrifuga) usciranno dalla traiettoria ideale trovandosi quindi un pò più a valle rispetto alla traiettoria giusta e quindi per poter girare intorno al prossimo paletto sarò costretto a risalire leggermente perdendo velocità. Alla lunga ciò comporta un continuo ritardo nell'impostare le traiettorie vedendo i pali arrivarmi addosso mentre magari non ho ancora finito la curva precedente. Posso recuperarne una o due ma alla terza salto fuori dal percorso. Per riuscire a non perdere aderenza gli atleti più famosi (Thoeni,Stemmark,Zurbrieggen,Tomba) hanno così sviluppato una tecnica istintiva di curva che gli dava migliori risultati. Infatti gli atleti sono quelli che per primi hanno capito che gli sci non si devono far girare con la forza rotante dei piedi poichè ciò porta all'appiattimento degli sci in fase di curva, con conseguente perdita di mordente delle lamine e quindi perdita di aderenza. Oltretutto la forza rotante dei piedi si trascina in rotazione anche le spalle, impedendo all' anca di inclinarsi all'interno come fa un motociclista per opporsi alla forza centrifuga. Anche il piegamento entra in gioco per aiutare a piantare le lamine nel ghiaccio, (ogni piegamento deve essere però preceduto da una distensione delle gambe-caviglie)

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Risposta a Emanuele (Sanremo)Grazie per avermi scritto, ho così modo di sapere che lo sci è una vera passione per molti. Riguardo alle tue domande: Per quanto riguarda tuo figlio, è abbastanza normale che a 8 anni sia povero di piegamento poichè a quell'età le gambe sono proporzionalmente più forti di quelle di un adulto e quindi riesce a sciare anche senza movimento. In gigante però si sviluppa una forza centrifuga molto forte che il solo atteggiamento della conduzione non basta a controllare. Infatti verso meta/fine curva gli sci tendono comunque a derapare. Penso proprio che se desideri conoscere qualcosa di realmente diverso dai soliti "piega , distendi, il braccio, le spalle, l'anca, le caviglie ecc" dovresti fare un salto alle Deuxa Alpes e far sciare tuo figlio con i nostri maestri JamSession che sono specializzati nel reparto agonistico, Molti di loro sono Allenatori Federali e Istruttori Nazionali

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Risposta a Nicola (Campegine RE)Tecnica sciistica: Prendi troppa velocità in fase di curva proprio perchè (paradossalmente ) hai paura di prendere troppa velocità. Mi spiego meglio: per far si che gli sci terminino correttamente la loro traiettoria di curva occorre starvi sopra, e seguire lo sci esterno per tutta la durata della curva, ed in special modo durante il passaggio sulla massima pendenza( ossia quando le punte degli sci sono rivolte verso la discesa). Tendenza comune di tutti gli sciatori è quella di inclinarsi verso l'interno della curva nel vano tentativo di affrettare gli sci in modo che facciano una curva più stretta e che quindi si allontanino dalla discesa in maniera più urgente. Ciò è istintivamente giustificabile, però è il più grave errore che si possa fare sugli sci, Infatti lo sci esterno (comandante della curva), per eseguire la curva deve potersi deformare assumendo un profilo incurvato con cui quindi scava con le lamine una curva , Se invece viene abbandonato dal peso dello sciatore (che si è spostato verso l'interno della curva nel vano tentativo di affrettarla) lo sci esterno pur essendo inclinato sullo spigolo non si inarca e quindi rimanendo dritto tende a proseguire per la sua linea dritta, ossia le lamine non essendosi inarcate evidentemente scavano una linea dritta che seguendo la forza di gravità cadono verso valle. Ricordati inoltre che più è ripido e più è facile fare curve strette, mentre sul piano è più difficile fare curve per il troppo attrito (dovuto alla bassa velocità) della soletta degli sci con la neve.

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Risposta a Italina (Montecchio Emil )Credo di aver capito il tuo problema, Non so se sei mancina di gamba nel senso che la gamba che ti da più sicurezza sia la sinistra, comunque il problema nasce sempre da un non corretto lavoro dello sci interno durante la fase di curva. Se è vero che protagonista della curva è lo sci esterno che deve mantenere il peso dello sciatore per tutta la durata della curva, è altrettanto vero che lo sci interno deve a sua volta fare il suo lavoro ovvero deve diventare neutro, e seguire con la stessa inclinazione dello sci esterno. Mi spiego meglio, Io che sono destro eseguo meglio la curva a sinistra, mantenendo il peso e la giusta inclinazione sullo sci destro durante la curva a sinistra. Ma finita detta curva quando inizio la prossima curva a destra il mio piede destro non vuole lasciare il comando, ed invece di diventare neutro continua a tenere lo sci destro inclinato sullo spigolo sbagliato. Infatti nella curva verso destra il mio sci interno (il destro) continua a tenere lo sci inclinato al contrario come se stesse ancora facendo la curva precedente. Ciò mi causa una logica difficoltà nella curva a destra poichè i due sci vogliono fare curve contrarie e quindi si ostacolano (un po come nello spazzaneve). Caio e buon divertimento !

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Risposta a Fabio (Napoli ) Quanto maggiore è la velocità di passaggio in un percorso di Gigante, tanto maggiore è la forza centrifuga che tende a farci derapare verso l'esterno. Ecco che il piegamento quasi brusco e fortemente schiacciante ci serve per cercare di mantenere la lamina piantata nella neve proprio per non uscire dalla traiuettoria ideale e quindi riuscire ad affrontare la prossima curva nei tempi giusti. Infatti un decimo di secondo in ritardo nell'impostare la curva successiva vuol dire non recuperare più.Inoltre, il 99 % delle cause di un ritardo nell'impostare la curva successiva è anche il ritardo nell'invertire gli spigoli degli sci, (lavoro che viene fatto a livello di piedi e caviglie). Ciò vuol dire che spesso ci preoccupiamo più dei movimenti della parte altra del corpo dimenticandoci il più importante lavoro dei piedi che sono più vicini agli sci e che quindi trasmettono ad essi tutte i comandi.


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Risposta a Valeria (Napoli )La sciata a sci uniti era molto in voga negli anni 70-80 sia per una questione estetica che per un diverso comportamento degli sci(poco sciancrati) sia per la tecnica sciistica che tendeva a fare derapare gli sci piatti sbattendo le code verso l'esterno della curva in una sciata slittata. Gli atleti per primi e poi alcuni maestri hanno capito che questa tecnica poteva essere migliorata seguendo le caratteristiche naturali deggli sci che (come i bambini capiscono subito) tramite la sciancratura laterale (effetto carving) fanno le curve da soli, infatti basta inclinarli e caricarli con il proprio peso al centro per far diventare lo sci esterno arquato e quindi lo stesso sci scaverà nella neve un solco curvilineo che proseguendo nella traiettoria curvilinea disegna un curva con traiettoria precisissima senza peraltro perdere aderenza nel ghiaccio. Allargare gli sci (come la larghezza del proprio bacino) risponde all'esigenza di una sciata più dinamica che richiede allo sci interno di prendere la stessa inclinazione di quello esterno. La volontà , invece, di tenere lo sci interno attaccato a quello esterno(pura estetica) è controproducente perchè nella tensione muscolare di incollamento degli sci, involontariamente, lo sci interno non assume la stessa inclinazione di quello esterno, per cui ci troveremmo con lo sci esterno inclinato in un verso e quello interno nell'altro con chiara contrapposizione dei due, inoltre con gli sci attaccati non si riesce ad inclinare gli sci abbastanza per fare le curve, Quando sono incollati si può solo fare curve derapate a sci piatti. Sicuramente gli sci più sciancrati(carving) facilitano l'apprendimento di questa nuova tecnica, anche se il problema di prendere velocità è un falso problema, Infatti, nella fase di inzio curva si deve prendere velocità in quanto appena gli sci cadono verso la discesa la forza di gravità ci attira naturalmente verso valle. Siamo noi che inclinando gli sci e restando con la maggior parte (quasi totalità) del peso sull'esterno consentiamo allo sci esterno di scolpire il solco curvilineo che ci farà chiudere la curva verso monte. Purtroppo nel volere affrettare la chiusura di curva molti si inclinano verso l'interno della curva sperando di tirarsi lo gli sci verso monte più presto, Questo comprensibile ma deleterio errore toglie peso allo sci esterno che non può più inarcarsi e quindi scava un solco retto, egli non chiuderà mai la curva. Occorre quindi avere coraggio e restare sopra lo sci esterno per effettuare tutta la curva con lui.(E' come se in bici mi buttasi all'interno della curva fuori dal sellino per tirarmi la bici all'interno della curva, la bici prosegue per la sua direzione diritta e fuori strada).

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Risposta a PAul (Svizzera )Caro Paul, mi fa piacere che il sito sia interessante, Attualmente lo stiamo preparando per la stagione invernale, quindi sarà aggiornato con nuove informazioni verso i primi di novembre.(nuovo indirizzo www.2alpeservices.com) Per quanto riguarda il manuale dello skiman posso rimandarti alla rivista SCIARE che in Italia spesso pubblica articoli sulla manutenzione degli sci. indirizzo Internet: www.sciaremag.it se li contatti ti possono mandare il numero arretrato che parla di preparazione dello sci. Altrimenti se hai in mente di fare una vacanza alle 2Alpes ti consiglio di frequentare uno dei corsi Top JamSession dove oltre alla tecnica di sci fanno anche corsi di preparazione sci. Per quanto riguarda la lunghezza degli sci: Effettivamente la tendenza anche degli atleti di coppa del mondo è quella di acorciare le misure poichè i nuovi materiali e la maggior larghezza degli sci permette una eguale stabilità anche ad alte velocità. Io consiglio quindi di ridurre la lunghezza degli sci a poco più della nostra altezza, (5-10 cm). Ciò da più versatilità specie nelle gobbe(dove in effetti si usano sci ancora più corti). Comunque, una volta che uno capisce come funzionano gli sci e cioè che inclinandoli girano da soli, la lunghezza è abbastanza ininfluente. Sci lunghi danno più stabilità in discesa libera e a forte velocità. Io sono alto 1.65 ed ho sempre usato sci di 2.03 anche se con i nuovi materiali ho gia pensato di ridurre a 1.90. Ciao e buon divertimento.

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Risposta a Laura (Borgomanero )Un buon spazzaneve è parte fondamentale durante la fase di primo apprendimento dello sci. Infatti ha la funzione di trasmettere la neccessaria sicurezza all'allievo senza la quale non si possono vincere le inevitabili insicurezze della pendenza. Per molti anni purtroppo è stato insegnato in maniera molto sbrigativa per poter passare subito alle curve. Per accelerare i tempi si insegnava ad eseguire lo spazzaneve in modo superficiale, per imitazione, e quindi l'allievo giustamente imitando il maestro faceva cioò che gli appariva ai propri occhi....ALLARGARE LE CODE E STRINGERE LE PUNTE...! Questa interpretazione (giusta dal punto di vista dell'imitazione) è l'esatto contrario di ciò che va fatto. Infatti in quel modo più si allargano le code con rotazione dei piedi e più fanno male le anche, inoltre gli sci rimangono piatti,incapaci di grattare sulla neve per fare quella frizione neccessaria a resistere contro la pendenza. Il metodo giusto è un'altro, meno imitativo ma ben più logico: Immagina quello che fa una ruspa che deve spalare la neve dall'autostrada,Di solito hanno una p'ala fatta a angolo ( > ) che spinge contro la neve per ammontonarla ai lati della pala. Lo stesso si deve fare con lo spazzaneve, cioè spingere con la parte anteriore (le punte) degli sci contro la neve in modo da creare la giusta frizione. Ricorda che la parte più lunga degli sci è quella anteriore e quindi è la parte che deve creare la frizione. Devi quindi tenere il peso più sulle punte dei piedi per avere le punte degli sci più pesanti per creare una frizione più efficente. I piedi e le gambe non devono lavorare di rotazione ma di spinta contro la neve. In questo modo farai anche meno fatica e senza dolori alle anche che prima erano in posizione innaturale.

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